L'Italia?: ammalata di oblomovismo

Presentato a Roma il Rapporto Italia 2001 dell'Eurispes dal quale emerge una fotografia allarmante dei comportamenti collettivi: gli italiani, infatti, sarebbero apatici, fatalisti, privi del benchè minimo coraggio, egoisti. Questo il quadro dipinto dall'annuale indagine dell'Istituto. Ed è dal protagonista del celebre romanzo di Ivan Goncarov, "la casa di Oblomov" da cui si prende spunto per descrivere il comportamento sociale nel nostro Paese

Il Rapporto, denso di dati e di analisi sulle principali disfunzioni della nostra società, mette in rilievo molti fenomeni. Quali? Ad esempio: ogni due minuti viene svaligiata una abitazione; oltre un milione e mezzo di lavoratori sono vittime del mobbing; 5 milioni ed oltre di lavoratori lavorano in quel "sommerso" che, complessivamente e malgrado le iniziative per farlo emergere, rende circa 500 mila mld completamente sconosciuti al fisco. Quanto agli aspetti più squisitamente legati al comportamento ed alle interazioni tra individui e gruppi, non emerge un quadro migliore. Nel nostro Paese, si legge nel rapporto," le progettualità sono insterilite, il benessere è diventato una pretesa, la cultura un accessorio, l'informazione un dato, la democrazia una possibilità, il patriottismo una partita di calcio" Gli italiani temono certamente la disoccupazione, ma ancor di più, a quanto pare, la criminalità ed i suoi effetti. La politica appare sempre più lontana e inesplicabili, anche per il comportamento di quegli ex giovani, oggi adulti, i quali, abbandonate le velleità rivoluzionarie della stagione sessantottina, si sono invece dedicati all'acquisizione di status e ruolo e, conseguentemente, alla conservzione del relativo reddito e prestigio. L'antagonismo ed il conflitto si manifesta per lo più agganciandosi a fenomeni transnazionali come al "popolo di Seattle", e persino lo scontro interno destra-sinistra ha perso la sua tradizionale e strutturata carica dirompente. Risultato?: "Il centro destra utilizza messaggi e slogans che appartenevano alla sinistra; mentre, viceversa la sinistra assume alcune delle proposte moderate". In entrambi gli schieramenti , in altre parole, conta molto più l'apparire che non l'essere. Una Italia dunque apatica,che galleggia più che crescere. Per lo più in attesa che "altri" risolvano i problemi quotidiani, rinunciando così ad ogni forma creativa e di impegno verso la costruzione del nuovo. Quasi tutto è ormai delegato: la politica, le scelte,l'educazione dei figli, le responsabilità, persino le emozioni. Ma cosa si fa nel frattempo?: nulla, assolutamente nulla, appunto come Oblomov.

Fabrizio Grauso