Ignazio Fulghesu

un mondo di Bianchi e Neri

La prima volta che sentii parlare di Ignazio Fulghesu, fu nel settembre del 1996, in occasione della seconda edizione del concorso per fumettisti "Nuvole Parlanti" di Carbonia. Ignazio vinse il primo premio, piazzandosi davanti al mio amico Massimo Dall'Oglio. Sono sincero: sulle prime ebbi dei dubbi sulla validità del giudizio espresso dalla giuria, in primo luogo perché ero palesemente fazioso e parteggiavo per Dall'Oglio, compagno di mille av-venture e innumerevoli sventure, poi perché nell'edizione precedente del concorso fui io ad aggiudicarmi la seconda piazza dietro l'altro mio amico Luca "Paciolus" Albergoni, vincitore del primo premio ed anche in quell'occasione. Non vidi di buon occhio la scelta dei giurati perché, come è noto, io sono palesemente fazioso e molto amico di me stesso! Ciò nonostante, non potei fare a meno di apprezzare la qualità del lavoro di Ignazio fino a convincermi che, in fondo, a parte la mia faziosità e le mie amicizie, la giuria aveva visto giusto privilegiando i suoi elaborati, più in tema con il concorso, a discapito delle bellis-sime tavole di Massimo Dall'Oglio. Negli anni successivi ho ancora sentito parlare di lui tramite i suoi lavori, a cominciare dalla grafica della rivista a fumetti "Gruppo Misto", passando per la sua collaborazione al programma televisivo GM Television, in onda sull'emittente sarda Videolina, fino alla sua ultima realizzazione: "Indaco - uno spazio indefinito -", creata con la complicità di Vinicio Tedde. Lo spazio, visitabile all'indirizzo web: http://web.infinito.it/utenti/i/indaco2000/, nelle sue uscite periodiche presenta interessanti contributi da parte di vari autori. La sperimentazione, nelle varie forme d'espressione, fa di questo appuntamento virtuale una tappa importante per chi sa apprezzare la narrazione per immagini, anche quando essa si manifesta fuori dai canoni convenzionali. Credo che uno come Ignazio, artisticamente non conosca compromessi: o lo ami o lo odi. Infatti, il suo personalissimo stile fumettistico a tratti mutuato da Altan, con contaminazioni prese in prestito da Lewis Trondheim, a prima vista può creare problemi a chi si avvicina alle sue tavole con un approccio poco zelante e, forse ingannato dalla fisionomia di Sorcio, una sorta di Mickey Mouse ulteriormente antropomorfizzato, protagonista delle sue storie, potrebbe rimanere deluso dalla forma tagliente del suo modo di raccontare per immagini. Ma all'esame del lettore più attento, non si può non apprezzare come Ignazio riesce a muovere abilmente le essenziali forme dei suoi disegni in uno spazio di bianchi e neri perfettamente equilibrati tra loro, il tutto condito dai suoi racconti arricchiti da un'insospettabile punta di ironia. Nel gennaio di quest'anno, durante la manifestazione di fumetti "Millennium Comix 2" di Cagliari, ho potuto finalmente conoscerlo di persona. Per me è stato un vero piacere, non so se lui può dire altrettanto, ma di una cosa sono sicuro: Ignazio è uno bravo, ma bravo ve-ramente. Vi dico questo perché io sono uno palesemente fazioso e adesso lui è un mio amico!

Bruno Olivieri (www.brunoolivieri.com)