Papà in sedia rotelle

"Anche i paraplegici possono diventare papà". E' questo il titolo di una conferenza, tenutasi a Cagliari il 20 febbraio scorso, presso l'hotel Regina Margherita. La conferenza, organizzata dall'equipe medica del Centro Di Procreazione Medico - Assistita della Casa di Cura Villa Elena, riguardava i disabili e la loro difficoltà a diventare padri. Le novità sono molte: anche in Sardegna, verrà presto praticata una nuova tecnica che consentirà agli uomini paralizzati, di superare la loro infermità, causata da un incidente stradale o da un infortunio sul lavoro, aiutandoli a procreare. La tecnica, che dà agli uomini costretti a vivere in carrozzina la possibilità di avere un figlio, è basata fondamentalmente sul connubio di due settori: l'urologia e la biologia che generalmente viaggiano su binari separati , ma che in casi di grave sterilità come questo devono necessariamente unirsi. Importante per la riuscita dell'intervento è, infatti, la figura dell'urologo che attraverso l'elettrostimolazione, consente di ottenere il seme dal paziente paraplegico. A lui si affianca in questa fase la figura del biologo, che mediante tecniche di laboratorio sempre più sofisticate, rende il seme idoneo alla fecondazione assistita. Nel Centro di Fecondazione Assistita, diretto dal dott. Andrea Gandolfi che da un anno opera nella Casa di Cura Villa Elena, a Cagliari, dal 19 Febbraio due giovani paraplegici, sono stati sottoposti all'intervento. A realizzarlo è stata un'equipe particolarmente esperta, che ha già utilizzato con successo questa tecnica, nel 1998, nel policlinico universitario di Modena, riuscendo a far nascere sei bambini. Si tratta dell'urologo - andrologo israeliano, prof. Igael Madjar, docente all'Università di Tel Aviv che da anni si occupa di sterilità maschile, sia essa dovuta a traumatismi della colonna vertebrale, sia da gravi compromissioni della spermatogenesi. Non a caso, gli israeliani sono i primi al mondo, sia per numero di casi trattati sia per la percentuale di successi. Responsabile della fecondazione assistita è invece la biologa cagliaritana Nicoletta Maxia che dopo una lunga esperienza al Policlinico universitario di Modena ed in Israele, ha deciso di tornare nella sua città, per far conoscere le tecniche più avanzate in questo delicatissimo settore e dare una speranza a tutti i disabili. Si possono chiedere informazioni a questi numeri: 03498759509, 03387583595, 070494891, e via e-mail: andrea.gandolfi@tiscalinet.it mailto:andrea.gandolfi@tiscalinet.it

Emanuela Valentino