Gli Sleepwalkers: filologia del rock

Sabato 15 Marzo hanno fatto la loro apparizione in quel di Serrenti gli Sleepwalkers, band garage cagliaritana di punta. Ad ospitarli è stato il Double Douce, un bel locale che potrebbe ospitare senza grossi inconvenienti almeno 400 persone. Ad onta di tale capienza, abbiamo potuto verificare come il pernicioso costume di ritardare l'orario delle uscite sabbatiche è diffuso anche nel Medio Campidano, talchè fino alle 23 si contavano ben pochi avventori oltre la ventina di amici al seguito dei Nostri. Brutta storia... Gli Sleepwalkers hanno proposto un repertorio di oltre 30 brani del più selvaggio rock-n-roll marcato sixties. Per chi non li conoscesse, si può dire che ad animare la band è un interesse quasi filologico. Questo li conduce a scovare e ad eseguire, accanto a brani propri, le più malate, feroci, ipnotiche canzoni dell'epoca, espressioni della più pura vena ribelle del rock-n-roll e progenitrice di ciò che, dieci anni dopo, è stato denominato punk. Questo intento da storici oltre che da musicisti è realizzato dagli Sleepwalkers anche con il reperimento ed utilizzo di strumenti d'epoca e, non potrebbe essere che così, una adeguata ricerca nei guardaroba di famiglia alla ricerca di vecchi cravattini anni '60 (quelli che lo zio ha fatto oggetto di alcolici rigurgiti nel '67) e giubbotti in pelle che ben si accorderebbero a Lambrette truccate. Tornando a noi ed invitandovi a non perdervi il prossimo concerto degli Sleepwalkers se amate le sonorità anni '60 e non disdegnate un po' di sane pestate sui rullanti, vorrei ricordare che per l'occasione oltre alla fondamentale presenza di Paolo Bonino (voce e chitarra), Giovanni Di Malta (basso), Luca Olla ( in prestito dai Tripmakers) e Marcello Pibiri (batteria) è comparso 78n Farfisone. Anche questo fa parte della ricerca filologica...Lo vedremo suonare ancora tanto mirabilmente quel do diesis?

Massimiliano Mattana